
Il primo weekend della stagione è terminato. La pista, per la prima volta in questo 2024, ha parlato in modo sincero restituendo un’immagine abbastanza chiara delle posizioni di tutti e rispondendo alle mille domande che gli appassionati si ponevano. L’incertezza è svanita, ora le carte sono state scoperte e finalmente tutti sanno. C’era però nell’aria qualcosa di magico alla vigilia dello spegnimento dei semafori in questo sabato pomeriggio che sa di domenica. È quell’atmosfera elettrica che si ripresenta ogni anno all’inizio della stagione.
Dopo la pausa invernale gli animi di tutti sono carichi. Il letargo è finalmente terminato, i motori si riaccendono. La curiosità consuma gli appassionati.
Come avranno lavorato team e piloti? Chi sarà avanzato? Chi arretrato? Sarà rimasto tutto come prima?
Si cercano risposte. Nei giorni delle presentazioni, nei filming day e durante i test. Nessuno, però, sa la verità, nemmeno gli addetti ai lavori. Nessuno sa chi sta dando già tutto e chi, invece, si sta nascondendo. Quello si scoprirà solo con il primo Gran Premio.
Si crea allora un clima particolare nel mese di febbraio. Un clima fatto di attesa e speranza che accomuna tutti, indipendentemente dal loro credo nel paddock.
Perché in fondo, finché non sarà la pista a parlare, tutti sono liberi di sognare.
Allora, in questo mese di risveglio della Formula 1, sono le speranze a rincorrersi prima ancora delle vetture. Speranze che quella che verrà possa essere la stagione giusta, quella del trionfo. Speranze per un’ottima macchina, un grande team che ha lavorato. Speranze per una stagione di miglioramenti, di rivincita. Per una stagione di lotte, sorpassi ed azione. Anche chi si finge già pessimista spera infondo di essere smentito, ma le risposte ancora non arrivano, non tutte. Neanche le prove libere fermano la corsa, qualche team potrebbe ancora nascondersi.
Le qualifiche accompagnano tutti durante gli ultimi giri di questo gran premio dei sognatori. Arrivano le prime certezze, ma la bandiera a scacchi non è ancora stata sventolata, e forse ora quell’atmosfera elettrica carica di speranza è ancora più forte di prima.
Ultimo giro. Le monoposto sono pronte.
Ultima curva. si spengono i semafori.
Ora l’attesa è davvero finita.
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