Un pezzo di vita vissuto insieme

23 febbraio 2014, una domenica per la precisione.

Al palazzetto dello sport di Trissino entrano tre ragazzine di dodici anni truccate e pettinate, con addosso la tuta di società a nascondere l’abito di gara. Trainano tutte un trolley che contiene i loro oggetti più preziosi, un paio di pattini

Tutte e tre si trovano lì per partecipare al campionato provinciale di pattinaggio artistico a rotelle, tutte e tre per la specialità del libero nella categoria Allievi A.

Non è la prima volta, per nessuna delle tre. Si sono già ritrovate in questa situazione, pattinano da anni. Si sono già conosciute, già scontrate, ma non sono mai state tutte e tre insieme come adesso. Questa fredda domenica di febbraio è la prima volta.

Arrivano tutte trafelate, dritte negli spogliatoi, via la tuta per iniziare a scaldarsi. Sanno come funziona durante una gara, d’altronde sono ragazzine cresciute nell’agonismo, sanno di essere tutte nella stessa categoria, di volersi battere l’un l’altra. Qualche sguardo alle avversarie, niente conversazione. In questo mondo, soprattutto quando pratichi singolo, ognuna è per se, ma in questa domenica di febbraio, appena prima delle premiazioni, qualcosa è pronto a cambiare

Ora l’atmosfera è diversa, la competizione è finita, tutto è già stato deciso. L’ansia e la concentrazione delle atlete agoniste ha lasciato spazio alla tranquillità e alla leggerezza delle ragazzine dodicenni.

Basta un sorriso seguito da qualche parola per cambiare tutto. Sono entrate la mattina da sole, concentrate ognuna sul proprio lavoro, ora escono dal palazzetto insieme, dandosi l’appuntamento per la prossima gara.

Non sanno cosa il futuro riserverà loro, in questo mondo solitario seguono ognuna il proprio cuore e la propria passione, ma forse, da oggi, hanno trovato qualcuno con cui condividerla. 

3 marzo 2024, una domenica per la precisione.

Al Palasinico di Trissino entrano tre ragazze di ventidue anni. Tutte e tre sono lì per il campionato provinciale di pattinaggio artistico a rotelle. Non è la prima volta, per nessuna delle tre. Si sono già ritrovate in questa situazione, hanno pattinato per anni. Si sono già conosciute, già scontrate, ma non sono mai state tutte e tre insieme come adesso. Questa fredda domenica di marzo è la prima volta.

Oggi nessuna di loro è arrivata con i propri pattini, nessuna di loro è pronta a gareggiare. Due sono vestite in borghese e sono sedute sugli spalti. Oggi non portano in gara nessuno, le loro atlete non sono iscritte in queste categorie. La terza ragazza è seduta dall’altro lato della pista, nel posto dei giudici, indossa il completo ed ha la spilla della federazione appuntata sulla giacca. Come accadeva dieci anni fa, ognuna per sé, nessuna si è ancora resa conto della presenza delle altre

In questi dieci anni tutto è cambiato, tutto è rimasto uguale.

Da quel primo timido sorriso al cancelletto, per tutte e tre, le gare si sono fatte meno solitarie. In pista sono rimaste rivali, ma fuori si sono ritrovate sorprendentemente vicine. Ogni gara un appuntamento, un viso familiare da cercare nel caos del palazzetto. Sempre contro, sempre insieme. Per anni hanno condiviso una passione, un modo di vivere. Ora si ritrovano qui, non più rivali, non più atlete, ma con un altro pezzo di vita vissuto insieme.

Lascia un commento