L’urlo che Roma aspettava da cinquant’anni

È un grido da gladiatore quello che Jannik Sinner lascia andare dopo la palla lunga di Daniil Medvedev, quella che gli consegna il primo break del terzo set della semifinale di Roma. Un urlo liberatorio, quasi animalesco. Una reazione a cui Sinner non ci ha mai abituati, lui che in campo ha sempre scelto la via della freddezza, del controllo e della precisione dei colpi. Ma stavolta è diverso. Stavolta in gioco c’è il peso della storia. E quando si avvicina così tanto, anche il più composto dei campioni finisce per lasciarsi attraversare dall’emozione.

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