Zverev insegna a fare pace con il passato

Ace. La palla di Ben Shelton finisce fuori, ma Alexander Zverev resta fermo dall’altra parte della rete in attesa di palle nuove. Non esulta, non alza le braccia, non si rende conto di quello che è appena successo. Poi arriva il pubblico. È l’Arthur Ashe Stadium a ricordargli che ha vinto, ha appena conquistato l’US Open.

Sei anni dopo quella finale persa contro Dominic Thiem, a Flushing Meadows Zverev stringe tra le mani il trofeo che nel 2020 gli era scivolato via dopo essere stato avanti di due set. Questa volta non c’è nessun rimpianto, nessuna rimonta da subire, nessun ultimo punto su cui rimuginare. Stavolta c’è solo la consapevolezza, arrivata quasi in ritardo, di essere diventato campione Slam per la seconda volta in pochi mesi.

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