Talento, fuoco e fame

L’ultima volta che si era corso in Malesia era stato Max Verstappen a vincere. L’olandese, che all’epoca festeggiava la seconda vittoria in carriera, era ancora un ragazzino che giusto il giorno prima del Gran Premio aveva compiuto vent’anni.

Aveva appena iniziato a costruire quella carriera che, negli anni successivi, lo avrebbe portato a diventare uno dei piloti più dominanti della Formula 1. Da quel giorno sono passati nove anni e oggi, tornando a Sepang, Verstappen ha ritrovato qualcosa che gli mancava da troppo tempo: la vittoria.

301 giorni. Tanti ne sono passati dall’ultimo successo. Un digiuno che, per uno come lui, sembra quasi un’eternità. Ancora di più se si pensa a quanto Max sia stato abituato a vincere negli ultimi anni.

A partire dal momento in cui la Red Bull è diventata la macchina da battere, l’olandese ha costruito una relazione quasi perfetta con la sua monoposto. Una macchina da portare al limite, dalla quale solo lui sembrava riuscire ad estrarre tutto il potenziale.

Quest’anno, però, è diverso. La Red Bull non calza più a pennello a Verstappen come in passato. Più volte, durante questa stagione, Max ha dovuto combattere contro una macchina che non gli permetteva di guidare come avrebbe voluto. Una vettura da domare prima che dominante.

Una cosa, però, è rimasta uguale: la fame dell’olandese. Quella del ragazzo che nel 2017 si affacciava alla Formula 1 con ancora tutto da dimostrare. Quella di chi, quando vede una macchina davanti a sé, non riesce a pensare ad altro se non a come raggiungerla e superarla. Un fuoco che non si è spento nemmeno dopo i titoli mondiali, quando al mondo non aveva più bisogno di dimostrare nulla.

Ma forse è proprio questo che rende speciale la vittoria di oggi. Il tempo è passato, la Formula 1 e le sue macchine sono cambiate, Verstappen è cresciuto. Eppure, in Malesia, è sembrato di rivedere lo stesso ragazzino di nove anni fa. Quello che non aveva ancora vinto nulla e correva come se ogni occasione fosse l’ultima.

Oggi quel ragazzo è un quattro volte campione del mondo che non ha più bisogno di dimostrare chi è, ma continua a correre come se dovesse farlo. Ma forse Max Verstappen è proprio questo: un talento che non si accontenta, un fuoco che non si spegne e una fame che, nonostante i risultati, non si sazia mai.

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